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Bordighera: all'Anglicana un toccante ''...che non conoscono bambole''

Bordighera: all'Anglicana un toccante ''...che non conoscono bambole''

Primo forte spettacolo della rassegna "Natale a Bordighera" presentato dal Comune dela Città delle Palme, quello portato ieri sera, lunedì 25 novembre, all’Anglicana dall’Associazione Culturale Liber Theatrum, dal significativo titolo “...che non conoscono bambole”.
2313. E' questo il terrificante numero di donne uccise in Italia dal 2000 ad oggi. Donne uccise perché donne. Madri, mogli, sorelle, fidanzate: è stato un uomo a decidere di porre fine alla loro vita. Un uomo che di quella vita faceva parte. Un marito, un fidanzato, un ex che si è macchiato di un crimine sempre più attuale: il femminicidio.
A causa dello spaventoso incremento di delitti, la giornata di ieri, 25 novembre, è divenuta "Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne" e anche Bordighera non è rimasta indifferente nei confronti di questo fenomeno purtroppo attualissimo.
Nel Centro Culturale Ex Chiesa Anglicana è stato infatti presentato da Liber Theatrum lo spettacolo teatrale "...che non conoscono bambole", per la regia di Diego Marangon e con le coreografie di Federica Soldano.
L'ingresso, alle ore 21,00, aveva un costo di 10 euro e ha raccolto un buon numero di astanti tra i quali si potevano contare sulle dita di una mano gli uomini presenti.
Anche la dolorosa assenza di pubblico maschile all'interno della sala dimostra purtroppo l'indifferenza nei confronti di un fenomeno che, nel nostro paese, miete una vittima ogni tre giorni: ogni 72 ore in Italia una donna viene massacrata da un uomo.
Questo dato allarmante ha fatto sì che nel 2012 l'Organizzazione delle Nazioni Unite mettesse sotto accusa lo stato italiano per la crescente escalation di violenza nei confronti delle donne.
Lo spettacolo teatrale "...che non conoscono bambole" ha poi toccato il tema delle spose bambine, di quell'esercito di 82 milioni di adolescenti che ogni anno vengono date in sposa a uomini che non hanno mai visto prima e che spesso sono molto più grandi di loro. Sono donne giovanissime private della loro infanzia, bambine che non hanno avuto il tempo di giocare con le bambole. Bravissime le attrici e le ballerine che hanno prestato i loro volti, i loro corpi e le loro voci per dar voce a tutte quelle donne che una voce non l'hanno più.
Quelle 100 milioni di donne che mancano all'appello nel mondo, semplicemente scomparse dalla faccia della Terra perché morte ancora bambine. Le voci e la mimica di Alessandra Sorrenti, Debora Gallo, Elena Triveri, Lucia Grosso, Maritza Morales e Stella Perrone sono state accompagnate dalle danze di Alessia Argirò, Cristina Maselli, Federica Soldano e Francesca Rizzi.
Queste ottime artiste, acconciate dalle mani esperte dell'hair-stylist Giorgio di Giorgio, hanno dato vita ad uno spettacolo davvero toccante anche se doloroso. Uno spettacolo che è stato innanzitutto un viaggio all'interno dell'universo femminile. Crudo e addirittura crudele, in quanto raccontato senza mediazioni. Certo, l'argomento non poteva esser trattato con leggerezza: questo il motivo per cui particolare attenzione è stata messa nella scelta dei testi di Umberto Galimberti, Erri de Luca, Diego Cugia, Angela Figuera Aymerich, Joumana Haddad, Marce Piercy, Madre Teresa di Calcutta, Gigliola Franco, Patrizia Targani Iachino.
Il tutto accompagnato dalle canzoni di Carmen Consoli. Di uno spettacolo emozionante, intenso e doloroso, ci resta, tra le altre, una frase emblematica scritta su un quotidiano nazionale e supportata da una ricerca scientifica condotta nella civilissima Europa. Una frase che non porta su di sé il sangue di una violenza ma, forse, fa ancora più male. In Occidente diminuiscono le nascite, e la ricerca ha portato a questa conclusione: "Togliete i libri alle donne e incominceranno a fare figli".
Il vero fattore fertilizzante sarebbe dunque la bassa scolarizzazione. Ma le donne non si arrendono né si abbattono, e trasformano il dolore in forza. Questo il messaggio di speranza lasciato ieri, all'Anglicana, dalle attrici del Liber Theatrum.

Alice Spagnolo
26 novembre 2013

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