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Ho sempre apprezzato le piante rampicanti,
sia per le loro vistose (e sovente
profumate) fioriture, sia per la loro
capacità di ricoprire velocemente certi
squallide pareti che frequentemente
circondano le nostre case; inoltre penso che
un ulteriore loro utilizzo sia quello di
farle crescere sugli stipiti (fusti) delle
palme e di certi alberi, magari lasciando
fuoriuscire dalle chiome i loro rami
volubili ricoperti da splendide fioriture.
Un genere di piante recentemente molto
gradito da parte dei vivaisti e del numeroso
pubblico di amanti delle piante e del
giardinaggio, è quello che i botanici hanno
separato dal genere Mandevilla e ripartite
in un genere a sé denominato Dipladenia,
creando un pò di confusione tra i non
addetti ai lavori ed anche a qualche
esperto. Appartengono alla famiglia delle "Apocynaceae"
in cui sono compresi anche i più comuni
Oleandri (Nerium oleander), e d'altronde la
somiglianza dei fiori tra i generi in
questione salta subito all'occhio.
Certamente la più diffusa nei giardini della
riviera è la Dipladenia sanderi, originaria
del Brasile, con fiori rossi o rosa e di cui
esiste anche la variante alba con fiori
bianchi ed il centro giallo.
Le Mandevilla sono piante rampicanti
originarie del sud America che già da molti
anni in molte nazioni del centro e nord
Europa, si sono fatte apprezzare per la loro
facilità di coltivazione, però come piante
da interno. Il nome del genere deriva dal
cognome del ministro inglese a Buenos Aires
J. Mandeville, che nel 1837 introdusse in
Europa la Mandevilla suaveolens, splendido
rampicante dai fiori bianchi e profumati,
definito anche "Gelsomino del Cile". Le
Mandevilla e le Dipladenia a seconda della
specie, sono arbusti con fusti volubili che
hanno uno sviluppo notevole oppure
leggermente contenuto, con foglie
ovato-acuminate opposte, caduche o
persistenti, lucide superiormente, che
emettono un latice biancastro tossico dalle
ferite, con 2-3 o più grandi fiori
imbutiformi in grappoli terminali anche
profumati come nella M. suaveolens. Se ne
registrano allo stato spontaneo parecchie
decine di specie, distribuite tra Messico ed
Argentina.
Sono piante che si possono coltivare
facilmente anche in vaso, ed in piena terra
esigono terreni mediamente ricchi in
sostanza organica con ph leggermente acido,
ben drenati con esposizioni in pieno sole e
se possibile, al riparo da forti venti. Sono
definite piante semi-rustiche, pertanto è
preferibile metterle a dimora in giardini e
terrazzi caratterizzati da climi caldi.
Anche nel periodo estivo non necessitano di
eccessive irrigazioni e soprattutto nel
periodo invernale vanno lasciate a riposo e
tenute quasi completamente asciutte.
Le concimazioni con fertilizzanti "ternari"
(azoto fosforo e potassio in giuste
proporzioni) e ricchi in microelementi,
vanno effettuate soprattutto in primavera,
per favorire la ripresa vegetativa e la
fioritura che avverrà nel periodo estivo.
Alcuni parassiti quali gli afidi, gli acari,
si possono insediare tra le foglie delle
piante durante l'estate, ma grazie a leggere
potature di diradamento delle chiome e con
l'ausilio di insetticidi-acaricidi
somministrati quando non vi sia eccessiva
presenza di fiori, il problema sarà presto
risolto (in presenza di forti attacchi di
parassiti anche lavare le chiome con getti
d'acqua a forte pressione, porta a risultati
soddisfacenti).
Con l'arrivo del freddo oltre a sospendere
quasi completamente le irrigazioni occorrerà
ritirare le piante in ambienti protetti
oppure coprirle con tessuto-non tessuto per
scongiurare la morte degli esemplari. |