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18/05/1796: Muraglia Bartolomeo è il nuovo Parroco della Chiesa di S.M. Maddalena

Oggi al Cinema

CINEMA OLIMPIA
via Cadorna, 3
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Lunedì 14 maggio
CHIUSO
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Martedì 15 maggio
Posti in piedi in paradiso
18,30 - 21,00


Mercoledì 16 maggio
Posti in piedi in paradiso
21,00


Giovedì  17 maggio
Posti in piedi in paradiso
21,00


Venerdì 18 maggio
Piccole bugie tra amici
16,00 - 18,30 - 21,00


Sabato 19 maggio
Piccole bugie tra amici
16,00 - 18,30 - 21,00


Domenica 20 maggio
Piccole bugie tra amici
16,00 - 18,30 - 21,00


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ALDO AVAGNINA: "LE MANDEVILLA  (O DIPLADENIA) " NELLE RUBRICHE DI BORDIGHERA.NET

ALDO AVAGNINA

 

LE MANDEVILLA  (O DIPLADENIA)

Ho sempre apprezzato le piante rampicanti, sia per le loro vistose (e sovente profumate) fioriture, sia per la loro capacità di ricoprire velocemente certi squallide pareti che frequentemente circondano le nostre case; inoltre penso che un ulteriore loro utilizzo sia quello di farle crescere sugli stipiti (fusti) delle palme e di certi alberi, magari lasciando fuoriuscire dalle chiome i loro rami volubili ricoperti da splendide fioriture.
Un genere di piante recentemente molto gradito da parte dei vivaisti e del numeroso pubblico di amanti delle piante e del giardinaggio, è quello che i botanici hanno separato dal genere Mandevilla e ripartite in un genere a sé denominato Dipladenia, creando un pò di confusione tra i non addetti ai lavori ed anche a qualche esperto. Appartengono alla famiglia delle "Apocynaceae" in cui sono compresi anche i più comuni Oleandri (Nerium oleander), e d'altronde la somiglianza dei fiori tra i generi in questione salta subito all'occhio. Certamente la più diffusa nei giardini della riviera è la Dipladenia sanderi, originaria del Brasile, con fiori rossi o rosa e di cui esiste anche la variante alba con fiori bianchi ed il centro giallo.
Le Mandevilla sono piante rampicanti originarie del sud America che già da molti anni in molte nazioni del centro e nord Europa, si sono fatte apprezzare per la loro facilità di coltivazione, però come piante da interno. Il nome del genere deriva dal cognome del ministro inglese a Buenos Aires J. Mandeville, che nel 1837 introdusse in Europa la Mandevilla suaveolens, splendido rampicante dai fiori bianchi e profumati, definito anche "Gelsomino del Cile". Le Mandevilla e le Dipladenia a seconda della specie, sono arbusti con fusti volubili che hanno uno sviluppo notevole oppure leggermente contenuto, con foglie ovato-acuminate opposte, caduche o persistenti, lucide superiormente, che emettono un latice biancastro tossico dalle ferite, con 2-3 o più grandi fiori imbutiformi in grappoli terminali anche profumati come nella M. suaveolens. Se ne registrano allo stato spontaneo parecchie decine di specie, distribuite tra Messico ed Argentina.
Sono piante che si possono coltivare facilmente anche in vaso, ed in piena terra esigono terreni mediamente ricchi in sostanza organica con ph leggermente acido, ben drenati con esposizioni in pieno sole e se possibile, al riparo da forti venti. Sono definite piante semi-rustiche, pertanto è preferibile metterle a dimora in giardini e terrazzi caratterizzati da climi caldi. Anche nel periodo estivo non necessitano di eccessive irrigazioni e soprattutto nel periodo invernale vanno lasciate a riposo e tenute quasi completamente asciutte.
Le concimazioni con fertilizzanti "ternari" (azoto fosforo e potassio in giuste proporzioni) e ricchi in microelementi, vanno effettuate soprattutto in primavera, per favorire la ripresa vegetativa e la fioritura che avverrà nel periodo estivo.
Alcuni parassiti quali gli afidi, gli acari, si possono insediare tra le foglie delle piante durante l'estate, ma grazie a leggere potature di diradamento delle chiome e con l'ausilio di insetticidi-acaricidi somministrati quando non vi sia eccessiva presenza di fiori, il problema sarà presto risolto (in presenza di forti attacchi di parassiti anche lavare le chiome con getti d'acqua a forte pressione, porta a risultati soddisfacenti).
Con l'arrivo del freddo oltre a sospendere quasi completamente le irrigazioni occorrerà ritirare le piante in ambienti protetti oppure coprirle con tessuto-non tessuto per scongiurare la morte degli esemplari.