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18/05/1796: Muraglia Bartolomeo è il nuovo Parroco della Chiesa di S.M. Maddalena

Oggi al Cinema

CINEMA OLIMPIA
via Cadorna, 3
tel. 0184/261955


Lunedì 14 maggio
CHIUSO
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Martedì 15 maggio
Posti in piedi in paradiso
18,30 - 21,00


Mercoledì 16 maggio
Posti in piedi in paradiso
21,00


Giovedì  17 maggio
Posti in piedi in paradiso
21,00


Venerdì 18 maggio
Piccole bugie tra amici
16,00 - 18,30 - 21,00


Sabato 19 maggio
Piccole bugie tra amici
16,00 - 18,30 - 21,00


Domenica 20 maggio
Piccole bugie tra amici
16,00 - 18,30 - 21,00


Attività Commerciali

Associazioni Culturali


Associazioni Sportive

ALDO AVAGNINA: "SPARMANNIA" NELLE RUBRICHE DI BORDIGHERA.NET

ALDO AVAGNINA

 

SPARMANNIA AFRICANA

 

Il genere Sparmannia deve il proprio nome all'esploratore e naturalista svedese A. Sparmann (1747-87), e conta 7 specie. Appartiene alla famiglia delle Tiliaceae di cui la più diffusa è la Sparmannia africana L. originaria del Sud Africa (definito anche Tiglio d'Africa). E' un arbusto sempre verde alto fino a 5 - 6 metri, con foglie alterne cordato-ovate e tutte le parti verdi coperte da una minuscola pubescenza (peluria) stellata. Le infiorescenze sono raccolte in cime terminali e sono composte da fiori bianchi, con quattro sepali, quattro petali e numerosi stami liberi; i filamenti sterili sono di un bel colore giallo, mentre quelli fertili sono rossicci. La prima volta che la vidi in coltura nei giardini della Riviera, fu per merito di Libereso Guglielmi (il famoso giardiniere di Calvino) che mi fece notare che le antere appena sfiorate si allontanano dallo stimma e si distendono con un movimento appena percettibile (movimenti seismonastici), certamente per agevolare l'impollinazione entomofila. La Sparmannia africana fiorisce copiosamente nel periodo autunnale-primaverile, e per questo fu molto impiegata fin dall'800, nei giardini della Riviera e della Costa Azzurra, creati dagli inglesi. Sono piante molto rustiche che ben si adattano ai suoli calcarei, ma esigono terreni ben drenati senza ristagni idrici. Il primo esemplare nel ponente ligure fu introdotto da Thomas Hanbury a la Mortola, nel 1867, mentre il famoso agronomo di Sanremo, il prof. Mario Calvino (il padre di Italo Calvino, lo scrittore), ne coltivava diversi esemplari anche a fiore doppio, nel giardino di Villa Meridiana. Se ne può osservare un esemplare nel giardino del Palazzo del Parco a Bordighera, messo a dimora dal sottoscritto alcuni anni fa; sfortunatamente gli attuali manutentori del giardino lo hanno potato in maniera drastica, pregiudicandone l'effetto offerto dalla pianta in piena fioritura.