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Sono un genere di piante monocotiledoni,
succulente, appartenenti alla famiglia delle Liliaceae,
acauli (prive di fusto), caulescenti con aspetto
cespuglioso, sarmentoso-strisciante e raramente arboreo.
Hanno foglie disposte in rosette basali, carnose, sovente di
grandi dimensioni, intere, dentate o spinose, che contengono
un succo amaro. Le infiorescenze sono disposte in grappoli
terminali, con fiori tubolari di colore rosso, giallo, in
molti casi striati, molto ricchi in nettare, nei luoghi
d'origine impollinati dagli uccelli e con frutti in capsule
trivalve. Se ne contano circa 275 specie distribuite nelle
zone aride del continente africano, in alcune isole
dell'oceano indiano (Madagascar, Socotra) e nella penisola
arabica. Il nome generico deriva dall'arabo "alloch" e
dall'ebraico "halat" (amaro). Le proprietà medicinali
contenute in alcune specie appartenenti al gen. Aloe, sono
conosciute fin dalla notte dei tempi, tant'è che queste
graziose piante rientrano comunemente nella medicina
tradizionale di molte popolazioni umane. Già Dioscoride
affermava che si potevano curare le ferite, grazie alle
proprietà cicatrizzanti del succo delle foglie dell'Aloe
vera. Nell'antico Egitto l'estratto dell'Aloe era utilizzato
sia nella cosmesi, sia come sostanza aromatica e nel
procedimento d'imbalsamazione dei cadaveri. Alcune
popolazioni africane usano l'estratto di Aloe come vermifugo
ed inoltre riducendo le foglie essiccate in polvere, come
sostituto del tabacco. Il principio attivo ricavato dalla
linfa di queste piante (l'aloina), trova impiego ancora oggi
nei preparati contro le scottature, per combattere la
calvizie, viene inoltre largamente utilizzato nella cosmesi,
adoperato nelle malattie del fegato, come lassativo e per
combattere alcune forme di cancro. Queste piante hanno ormai
una larga diffusione in tutti i continenti, furono
introdotte nel sud America intorno al 1650 ad opera degli
spagnoli, e molte giunsero in Europa intorno al 1700, come
l'Aloe plicatilis. Se ne fa ormai un largo uso sia in vaso
che nei giardini mediterranei, in quanto sono piante che
tollerano condizioni climatiche estreme, ove si registrano
scarse precipitazioni ed alte temperature; esigono posizioni
soleggiate e si adattano a terreni mediamente calcarei. Nel
periodo invernale, nei giardini della riviera ligure e della
costa azzurra, sono tra le prime piante a produrre vistose
infiorescenze, e se ne possono ammirare stupendi esemplari
ai "giardini botanici Hanbury" a la Mortola a Ventimiglia,
presso il "Giardino esotico Pallanca" a Bordighera, e nel "Jardin
Exotique" a Monaco. Nei giardini pubblici in Bordighera si
rinviene principalmente l'Aloe arborescens, messa a dimora
nelle aiuole intorno alla chiesetta di S.Ampelio, nel
lungomare ed in pineta; sono un genere di piante poco
utilizzate ma che a mio avviso meriterebbero una maggiore
diffusione ed una migliore collocazione, ad esempio tra le
rocce sopra il promontorio di Sant'Ampelio e non certo tra
l'erba dei prati. |