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Il termine Paeonia deriva dal greco
peònios che significa salute, salutare, in quanto a queste
deliziose piante un tempo venivano attribuite proprietà
medicinali. Fanno parte delle Ranuncolacee, alla quale
appartengono anche altre bellissime piante da giardino, come
le Aquilegie, i Delphinium, gli Anemoni, gli Hellebori, e
così via; sono una grande famiglia composta (senza contare
le cultivar selezionate dall'uomo), da ben 48 generi e 1300
specie. Dal punto di vista alimentare questa famiglia
presenta una spiccata velenosità in tutti i suoi componenti
eccetto forse uno, il Ranunculus ficaria. In Europa fino al
1790 era conosciuta solamente la Paeonia officinalis L.,
erbacea perenne con grosse radici tuberose, foglie
picciolate e pennato-composte, con grandi fiori terminali
con petali obovati di colore rosso-carminio, rosei e molto
raramente bianchi; nei secoli passati (ma ora completamente
abbandonata per via di pericolosi effetti collaterali),
veniva adoperata come sedativo e antispasmodico, grazie
all'azione di un alcaloide contenuto nella pianta, inoltre
si rinveniva in molte pozioni magiche usate dalle streghe.
Dopo la fine del '700 vennero introdotte inizialmente dalla
Cina, le specie asiatiche, sia erbacee che arbustive, dalle
grandi corolle colorate; in quel lontano paese le peonie
sono coltivate da tantissimo tempo e per molti anni
divennero piante molto di moda, soprattutto legate alle
dinastìe dei regnanti. Per un lungo periodo furono oggetto
di grande ammirazione: vennero impresse nelle tele dei
pittori dell'epoca ed adornarono le sale dei palazzi
imperiali, vennero "cantate" dai poeti cinesi, furono
accostate alle celebrazioni religiose e raggiunsero persino
prezzi sbalorditivi. Robert Fortune che fu un grande
viaggiatore ed esploratore botanico, raccontò l'abilità dei
cinesi nella coltivazione di queste piante, e descrisse lo
splendore dei giardini dove queste crescevano. Al giorno
d'oggi sembra che siano stati creati più di 3000 ibridi ed
alcuni dotati di un delicato profumo. In genere la loro
coltivazione è molto facile, sopportano terreni calcarei ma
non troppo compatti o argillosi, vogliono esposizioni a
mezz'ombra e leggere concimazioni con fertilizzanti
organici, non amano abbondanti annaffiature e soprattutto,
se ne sconsiglia il trapianto; sono altresì molto rustiche,
hanno una copiosa fioritura primaverile e si moltiplicano
principalmente in autunno per divisione dei ceppi. La
Paeonia officinalis L. subs. villosa cresce allo stato
spontaneo in alcune stazioni sui monti dell'imperiese, e per
evitarne l'eccessiva e sconsiderata raccolta avvenuta in
passato, è tutelata da leggi che ne vietano la raccolta. |