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ALDO AVAGNINA: "LA CASIMIROA EDULIS" NELLE RUBRICHE DI BORDIGHERA.NET

ALDO AVAGNINA

 

LA CASIMIROA EDULIS

Cercando tra la grande quantità di piante di provenienza esotica (ma di facile coltura) utilizzabili per la costruzione di spazi verdi sulle sponde del Mediterraneo, una delle mie preferite è la Casimiroa edulis, definita anche White Sapote o Sapote Blanco.
Si tratta di un albero sempreverde appartenente alla famiglia botanica delle Rutaceae (quella degli agrumi), con una bella chioma composta da grandi foglie alterne lungamente picciolate, digitate, composte da 3-7 foglioline lanceolate, la cui crescita in altezza in breve tempo può superare i 10 metri.
Presenta una fioritura primaverile-estiva, con fiori ermafroditi piccoli ed abbastanza insignificanti, mentre la fruttificazione nelle nostre latitudini avviene in autunno.
I frutti (drupe) sono eduli, di forma tondeggiante con polpa burrosa e molto gradevole, tant'è che in molte zone del mondo viene intensamente coltivato per il consumo o la produzione di marmellate e succhi di frutta.
Originario del Nicaragua e nord est del Messico dove cresce dalle zone costiere fino a 2000 metri s.l.m., deve il proprio nome generico ad un botanico spagnolo del settecento, il cardinale Casimiro Gomez de Ortego.
Sembra che questo albero venne introdotto in Europa a metà del '700 proprio grazie a Linneo, mentre fu portato in California nei primi anni dell'800 ad opera dei missionari spagnoli; ebbe in seguito una buona diffusione anche in altre zone a clima mite come la Costa Azzurra e la Riviera dei Fiori, difatti proprio nel grande giardino di acclimatazione degli Hanbury alla Mortola, la Casimiroa diede prova di buon attecchimento producendo ogni anno grandi quantità di frutti.
Anche Libereso Guglielmi ebbe modo di raccontarmi che a Sanremo nel giardino di Villa Meridiana, Mario Calvino ne coltivava stupendi esemplari, ed oggi se ne possono osservare un po' ovunque soprattutto nei giardini della vicina Costa Azzurra.
Il mio primo esemplare di Casimiroa lo vidi alcuni anni addietro presso il vivaio Noaro a Camporosso, dove ancora oggi è facile trovarlo per un eventuale acquisto. Per quanto riguarda le norme colturali, questa pianta ha necessità di essere messa a dimora in posizioni soleggiate, preferibilmente al riparo dai freddi venti invernali, anche sui suoli calcarei mediamente argillosi, e una volta superata la fase giovanile, tollererà senza troppi problemi eventuali carenze di annaffiature durante la lunga siccità estiva.
Si moltiplica con molta facilità per seme, ma per avere una buona produzione, consiglio di reperire presso i vivai specializzati, esemplari già selezionati.