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18/05/1796: Muraglia Bartolomeo è il nuovo Parroco della Chiesa di S.M. Maddalena

Oggi al Cinema

CINEMA OLIMPIA
via Cadorna, 3
tel. 0184/261955


Lunedì 14 maggio
CHIUSO
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Martedì 15 maggio
Posti in piedi in paradiso
18,30 - 21,00


Mercoledì 16 maggio
Posti in piedi in paradiso
21,00


Giovedì  17 maggio
Posti in piedi in paradiso
21,00


Venerdì 18 maggio
Piccole bugie tra amici
16,00 - 18,30 - 21,00


Sabato 19 maggio
Piccole bugie tra amici
16,00 - 18,30 - 21,00


Domenica 20 maggio
Piccole bugie tra amici
16,00 - 18,30 - 21,00


Attività Commerciali

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ALDO AVAGNINA: "IL GENERE ACACIA " NELLE RUBRICHE DI BORDIGHERA.NET

ALDO AVAGNINA

 

IL GENERE ACACIA

Sono piante appartenenti alla famiglia delle leguminose, sottofamiglia delle mimosaideae; l'etimologia è incerta ed alcuni la attribuiscono al termine greco "Akakia" che significa innocenza, purezza, mentre per altri deriverebbe dal latino "acus", ovvero pungente, spinoso.
Nella tradizione popolare vengono identificate come mimose ed allo stato spontaneo ve ne sono più di 1300 specie differenti, per la maggior parte originarie delle aree tropicali e sub tropicali dell'Australia (circa 960 specie), ed in numero decisamente minore anche dell'Africa, dell'Asia ed America.
Sono considerate piante "xerofile" cioé adattatesi a climi caldi con elevata aridità, ed in alcune aree geografiche fanno parte della formazione vegetale definita "steppa tropicale".
In molte parti del pianeta le Acacia hanno avuto o hanno tuttora usi diversi, ad esempio come farmaco dalle proprietà astringenti nella medicina tradizionale di molte popolazioni africane. Le mimose che si reperiscono in coltivazione nella riviera ligure sono quasi tutte di provenienza australiana, della Tasmania o sono di origine orticola, e nei parchi, nei giardini e nei coltivi lungo la costa, giungono alla piena fioritura tra la fine dell'autunno e la stagione invernale.
Le vistose infiorescenze sono composte da capolini globosi formati da numerosissimi stami gialli, bianchi o giallo pallido, ai quali fanno seguito baccelli ovati, oblunghi, diritti o contorti; i semi sono veramente molto duri, e per il loro utilizzo nella moltiplicazione, è necessario lasciarli in acqua calda per almeno 24-48 ore.
Comunque il miglior modo per riprodurle è l'innesto per approssimazione, tecnica utilizzata da decenni anche dai floricoltori del ponente ligure. Sfortunatamente un gran numero di Acacia non sopportano i terreni calcarei, ma a ciò si è già ovviato da tempo innestando le specie di interesse floricolo su portainnesti di Acacia retinoides e A. longifolia, che sono tolleranti dei suoli basici ed argillosi.
Sono piante di facile coltivazione, nei giardini occorre metterle a dimora su suoli profondi e senza ristagni idrici, con esposizioni soleggiate e non esposte ai venti freddi; le Acacia sopportano molto bene anche periodi di siccità ma è meglio dosare le irrigazioni ed aggiungere fertilizzanti a basso titolo di azoto in autunno e con una maggiore percentuale di azoto in primavera, integrando con solfato ferroso in presenza di clorosi ferrica.
E' buona norma colturale potare energicamente le piante adulte al termine della fioritura ed effettuare una leggera potatura di diradamento della chioma nel periodo estivo; inoltre in caso di forti attacchi parassitari come ad opera dell'afide nero (Aphis craccivora), è fondamentale intervenire tempestivamente con i più comuni aficidi in commercio.
Consiglio vivamente di mettere a dimora esemplari facilmente reperibili, quali Acacia Hanburiana, A. Floribunda, A. Howittii "Clair de lune", A. "Sainte Helene", tanto per fare qualche nome, e magari di piantare nelle loro vicinanze, vegetali che fioriscano nello stesso periodo, ad esempio Lithodora rosmarinifolia, piccolo arbusto della famiglia delle Boraginaceae dagli incantevoli fiori blu-genziana, oppure il classico Rosmarinus officinalis, dai deliziosi fiori azzurri, o ancora l'Iberis semperflorens, piccolo arbusto a fiori bianchi.
Devo dire che nonostante la loro bellezza dovuta alla loro esuberante e profumatissima fioritura, nei giardini della nostra città (anche quelli pubblici) di mimose se ne vedono ben poche, e non ne comprendo il motivo visto che anche nella vicina Francia le mimose godono di maggior considerazione.