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Sono piante appartenenti alla famiglia delle
leguminose, sottofamiglia delle mimosaideae;
l'etimologia è incerta ed alcuni la
attribuiscono al termine greco "Akakia" che
significa innocenza, purezza, mentre per
altri deriverebbe dal latino "acus", ovvero
pungente, spinoso.
Nella tradizione popolare vengono
identificate come mimose ed allo stato
spontaneo ve ne sono più di 1300 specie
differenti, per la maggior parte originarie
delle aree tropicali e sub tropicali
dell'Australia (circa 960 specie), ed in
numero decisamente minore anche dell'Africa,
dell'Asia ed America.
Sono considerate piante "xerofile" cioé
adattatesi a climi caldi con elevata
aridità, ed in alcune aree geografiche fanno
parte della formazione vegetale definita
"steppa tropicale".
In molte parti del pianeta le Acacia hanno
avuto o hanno tuttora usi diversi, ad
esempio come farmaco dalle proprietà
astringenti nella medicina tradizionale di
molte popolazioni africane. Le mimose che si
reperiscono in coltivazione nella riviera
ligure sono quasi tutte di provenienza
australiana, della Tasmania o sono di
origine orticola, e nei parchi, nei giardini
e nei coltivi lungo la costa, giungono alla
piena fioritura tra la fine dell'autunno e
la stagione invernale.
Le vistose infiorescenze sono composte da
capolini globosi formati da numerosissimi
stami gialli, bianchi o giallo pallido, ai
quali fanno seguito baccelli ovati,
oblunghi, diritti o contorti; i semi sono
veramente molto duri, e per il loro utilizzo
nella moltiplicazione, è necessario
lasciarli in acqua calda per almeno 24-48
ore.
Comunque il miglior modo per riprodurle è
l'innesto per approssimazione, tecnica
utilizzata da decenni anche dai floricoltori
del ponente ligure. Sfortunatamente un gran
numero di Acacia non sopportano i terreni
calcarei, ma a ciò si è già ovviato da tempo
innestando le specie di interesse floricolo
su portainnesti di Acacia retinoides e A.
longifolia, che sono tolleranti dei suoli
basici ed argillosi.
Sono piante di facile coltivazione, nei
giardini occorre metterle a dimora su suoli
profondi e senza ristagni idrici, con
esposizioni soleggiate e non esposte ai
venti freddi; le Acacia sopportano molto
bene anche periodi di siccità ma è meglio
dosare le irrigazioni ed aggiungere
fertilizzanti a basso titolo di azoto in
autunno e con una maggiore percentuale di
azoto in primavera, integrando con solfato
ferroso in presenza di clorosi ferrica.
E' buona norma colturale potare
energicamente le piante adulte al termine
della fioritura ed effettuare una leggera
potatura di diradamento della chioma nel
periodo estivo; inoltre in caso di forti
attacchi parassitari come ad opera
dell'afide nero (Aphis craccivora), è
fondamentale intervenire tempestivamente con
i più comuni aficidi in commercio.
Consiglio vivamente di mettere a dimora
esemplari facilmente reperibili, quali
Acacia Hanburiana, A. Floribunda, A.
Howittii "Clair de lune", A. "Sainte Helene",
tanto per fare qualche nome, e magari di
piantare nelle loro vicinanze, vegetali che
fioriscano nello stesso periodo, ad esempio
Lithodora rosmarinifolia, piccolo arbusto
della famiglia delle Boraginaceae dagli
incantevoli fiori blu-genziana, oppure il
classico Rosmarinus officinalis, dai
deliziosi fiori azzurri, o ancora l'Iberis
semperflorens, piccolo arbusto a fiori
bianchi.
Devo dire che nonostante la loro bellezza
dovuta alla loro esuberante e profumatissima
fioritura, nei giardini della nostra città
(anche quelli pubblici) di mimose se ne
vedono ben poche, e non ne comprendo il
motivo visto che anche nella vicina Francia
le mimose godono di maggior considerazione. |