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18/05/1796: Muraglia Bartolomeo è il nuovo Parroco della Chiesa di S.M. Maddalena

Oggi al Cinema

CINEMA OLIMPIA
via Cadorna, 3
tel. 0184/261955


Lunedì 14 maggio
CHIUSO
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Martedì 15 maggio
Posti in piedi in paradiso
18,30 - 21,00


Mercoledì 16 maggio
Posti in piedi in paradiso
21,00


Giovedì  17 maggio
Posti in piedi in paradiso
21,00


Venerdì 18 maggio
Piccole bugie tra amici
16,00 - 18,30 - 21,00


Sabato 19 maggio
Piccole bugie tra amici
16,00 - 18,30 - 21,00


Domenica 20 maggio
Piccole bugie tra amici
16,00 - 18,30 - 21,00


Attività Commerciali

Associazioni Culturali


Associazioni Sportive

ALDO AVAGNINA: "IL FALSO PEPE " NELLE RUBRICHE DI BORDIGHERA.NET

ALDO AVAGNINA

 

IL  FALSO  PEPE

Il falso pepe è un albero sempreverde della famiglia delle Anacardiacee conosciuto all'estero con diversi appellativi quali "Peruvian peppertree, American pepper", ed altri ancora; ha una crescita molto rapida fino a 15 metri e per tale motivo è molto apprezzato da paesaggisti e giardinieri. Possiede una bella chioma con rami pendenti (quasi come il salice piangente), con foglie molto aromatiche, imparipennate, con un numero di foglioline che va da poco meno di 20 a più di 40. I fiori sono bianco-giallastri insignificanti, a cui fanno seguito grappoli di piccole bacche rosse un tempo commercializzate al posto del vero pepe (Piper nigrum). E' una pianta originaria del sud-America, distribuita nelle Ande e nelle regioni aride del Perù del Cile, del Brasile fino in Uruguay. La corteccia del tronco è grigio-marrone con solchi profondi, da cui trasuda una resina molto aromatica. Il falso pepe viene ormai coltivato nelle zone caldo-temperate di tutto il mondo anche per l'ottima resistenza all'inquinamento, utilizzato come albero ornamentale in parchi e giardini e per alberature stradali. Come si è detto un tempo le bacche erano molto commercializzate al posto del pepe e con i semi si aromatizzavano un vino ed anche l'aceto; sostanze estratte dalla resina (che è molto aromatica), venivano utilizzate per la produzione di chewing-gum e nella medicina popolare, per ricavarne medicamenti lassativi. Anche le foglie venivano impiegate, per tingere di giallo abiti e quant'altro e come panacea contro gli ascessi boccali; infine dalla corteccia ridotta in polvere, si otteneva un rimedio contro il gonfiore dei piedi. Il nome Schinus deriva dal greco "chinos=lentisco" per l'evidente affinità con questa pianta che appartiene alla stessa famiglia botanica, mentre l'appellativo specifico molle deriva dalla lingua quechua "mulli", che significherebbe rosso, brillante. In Cile ancora oggi ma in misura minore, con resina e corteccia si prepara una bevanda fermentata usata come tonico ed antispasmodico, e presso le popolazioni precolombiane degli Inca, il "molle" ricopriva una parte fondamentale nella farmacopea: con la linfa venivano curate le ferite, con le foglie si fermavano le emorragie e contro le febbri insistenti si impiegavano bagni caldi in cui venivano immerse foglie e fronde che servivano poi per frizionare il corpo dei malati.