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La maggior parte degli Iris fioriscono
nel periodo primaverile, ma fin dai primi giorni dell'anno
nei giardini lungo le sponde del Mediterraneo, è possibile
osservarne alcuni esemplari in piena fioritura. Nelle
regioni caratterizzate da inverni rigidi invece, vengono
utilizzate numerose specie a fioritura precoce le quali sono
anche dotate di buona rusticità, come l'Iris unguicularis,
originaria di un'ampia zona che va dall'Algerìa fino
all'Asia minore; i fiori di queste piccole piante ravvivano
le aiuole spesso coperte da qualche centimetro di neve. Gli
Iris sono vegetali dotati di un notevole polimorfismo, sono
delle monocotiledoni appartenenti alla famiglia delle
Iridaceae, e possono essere bulbose o rizomatose, con lunghe
foglie lineari e scapi fiorali semplici o ramificati. Il
loro fiore è composto da 6 tepali, con i 3 esterni ripiegati
e sovente dotati di peli di colore giallo, mentre i 3
interni solitamente sono più piccoli ed a volte eretti. Il
nome generico deriva dal greco ìris, ìridos, che significa
arcobaleno, per via dei fiori che sono multicolori; se ne
contano circa 260 specie spontanee (per alcuni studiosi
sarebbero solo 200), suddivise in sezioni sistematiche,
distribuite nell'Europa centro-meridionale, nell'America
boreale, nell'Asia centro-meridionale e nell'Africa boreale,
mentre nella nostra regione solo una decina crescono allo
stato spontaneo. Gli ibridi sono numerosissimi e veramente
molto belli; già nel 1925 il giardino di Villa Meridiana a
Sanremo di proprietà del prof. Mario Calvino, sede della
Stazione Sperimentale di Floricoltura, ospitava un numero
elevato di Iris ibridi ottenuti dal paziente lavoro della
prof.ssa Eva Mameli Calvino. A seguito della vasta
distribuzione geografica, queste piante sono originarie di
climi e terreni molto diversificati, pertanto le norme di
coltivazione sono differenti per specie e varietà orticole.
Tuttavìa buona parte di essi hanno esigenze colturali
comuni, quali l'esposizione in pieno sole o mezz'ombra,
suoli calcarei ed argillosi ma senza ristagni idrici, ph
leggermente alcalino. La loro moltiplicazione avviene per
divisione dei rizomi, da effettuarsi ogni 3-4 anni, nel
periodo tra luglio e settembre. Queste piante erano già
conosciute ed utilizzate nell'antico Egitto e persino i
Romani estraevano dai rizomi, essenze profumate da
utilizzare nelle feste o nei rituali religiosi. Numerose
specie furono introdotte in Europa da Carlo Magno e da qui
si diffusero in coltivazione; in seguito gli Arabi li
introdussero in Spagna e incominciarono a coltivarli per
l'estrazione delle sostanze impiegate nei profumi. Nella
medicina popolare l'Iris pallida veniva impiegata come
espettorante, rubefacente, colagogo, ed inoltre si
preparavano tinture particolari; con parti dell'Iris
versicolor e dell'Iris germanica, si confezionavano
lassativi e purganti drastici. Un uso particolare era quello
di polverizzare il rizoma dell'Iris pallida ed aggiungerlo
nel bucato per profumare la biancheria. Alcune specie hanno
proprietà alimentari, i loro rizomi (chiamati Takouk)
vengono consumati da diverse popolazioni del nord Africa. Un
tempo in alcune regioni dell'Italia contadina, si usava
essiccare i rizomi degli Iris per darli ai bambini nel
periodo della dentizione; inoltre certe specie venivano
impiegate (come sostanze aromatizzanti), nella produzione di
particolari tipi di Gin. Anche l'industria profumiera per
decenni estrasse gli olii essenziali contenuti in alcune
parti della pianta, ma a dire il vero, occorre sottolineare
che non tutti gli Iris sono utilizzabili, in quanto ve ne
sono diversi, come l'Iris versicolor, che nei rizomi
contengono grandi quantità di un glicoside che risulterebbe
tossico, l'Iridina, la quale può causare avvelenamenti che
generalmente non sarebbero mortali. In conclusione occorre
ricordare che un Iris di colore rosso è il fiore nazionale
dello stato del Tennessee (USA), e che sempre l'Iris fu
l'emblema del casato dei "Capetingi", ed inoltre che il
giglio nello stemma della città di Firenze, in realtà è un
Iris. |