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La Leishmaniosi è una
malattia infettiva trasmessa da un vettore
(un flebotomo) il cui agente causale è
Leishmania infantum.
E' denominata anche L. canis e può infettare
i canidi, gli animali selvatici ed i
roditori.
La leishmania è presente nel bacino del
Mediterraneo, in Oriente e Medio Oriente, in
Asia centrale, in Cina ed in Africa.
La Leishmania penetra all'interno
dell'organismo attraverso la puntura del
flebotomo e si localizza alle cellule
responsabili dell'immunità con conseguente
deficit.
Il flebotomo è l'unica fonte diretta del
parassita, il cane quindi non è direttamente
contagioso per l'uomo ma rappresenta una
sorta di "serbatoio". I flebotomi pungono il
cane soprattutto sulle zone prive di pelo,
anche se il mantello non rappresenta una
valida barriera alla loro penetrazione.
Le condizioni fisiologiche del cane al
momento dell'infezione sono responsabili
della sensibilità dello stesso all'azione
del parassita.
Il periodo di incubazione è molto variabile
e la sintomatologia si manifesta con tutta
una serie di sintomi, sia cutanei che
generali. Non sono sempre tutti presenti per
cui spesso la malattia si maschera dietro
disturbi apparentemente banali.
Il cane può sembrare più stanco del solito,
triste, con un espressione "da vecchio",
l'appetito può essere diminuito con
conseguente dimagrimento e perdita di massa
muscolare mentre si nota un aumento
dell'assunzione di acqua. Ci può essere
febbre e sintomi gastroenterici, nonché
perdita di sangue dal naso. Da un punto di
vista cutaneo invece, la malattia si
caratterizza da una dermatite squamosa
(squame argentee sul pelo) con perdita di
pelo intorno agli occhi e sulle orecchie. Si
nota spesso un abnorme allungamento delle
unghie nonché la presenza di piaghe che
difficilmente riescono a rimarginarsi. Altri
sintomi possono essere l'aumento di volume
dei linfonodi (le cosiddette "ghiandole"),
della milza e del fegato. Spesso possono
essere presenti anche sintomi cutanei, quali
congiuntiviti ed uveiti con la comparsa
progressiva di un occhio "blu".
La diagnosi si effettua mediante uno
specifico esame del sangue a cui viene
associato di solito uno screening generale
per avere un quadro più ampio della gravità
della situazione, dal momento che la
malattia causa anche alterazioni biochimiche
ed ematologiche.
La terapia si basa sull'associazione di
specifici farmaci, va protratta a lungo ed
eventualmente ripetuta nel corso della vita
del cane. Il trattamento spesso fornisce un
miglioramento dei sintomi ed un maggiore
benessere dell'animale, ma non eradica il
parassita e molto frequentemente si assiste
a recidive. Un cane affetto da Leishmania va
continuamente tenuto sotto controllo e il
suo stato di salute deve essere monitorato
ciclicamente tramite esami specifici.
Purtroppo attualmente non si trova in
commercio un vaccino specifico, per cui la
profilassi si limita al controllo del
vettore. I cani che dormono in casa sono
meno a rischio rispetto a soggetti che
invece vivono in giardino. L'ideale sarebbe
evitare la puntura della zanzara, per cui si
possono mettere in atto le stesse misure
utilizzate per proteggere l'uomo. Utilizzare
delle zanzariere e repellenti specifici, sia
ambientali che sull'animale (collari,
fialette o spray repellenti); per i cani che
dormono all'aperto eventualmente munirsi di
zampironi e cercare di proteggere il più
possibile l'animale.
Alla fine della stagione dei flebotomi
quindi, è consigliabile recarsi dal
veterinario per effettuare un esame del
sangue specifico che mi permetta di
evidenziare quanto più precocemente
possibile la presenza del parassita. |