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I reni sono sensibili a
danni tossici ed ischemici per la loro
conformazione anatomica. La corteccia renale
è molto sensibile a fattori tossici in
quanto riceve il 90% del sangue renale ed i
suoi capillari presentano un'ampia
superficie di assorbimento. Le sostanze nefro tossiche alterano la via che porta
alla produzione di ATP e l'ischemia ne
determina una rapida deplezione. Per la
carenza di energia, si ha un mancato
funzionamento della pompa sodio-potassio con
conseguente morte cellulare. Dal momento che
il rene interviene anche nella
trasformazione delle sostanze tossiche in
metabolici meno attivi, può capitare che
questi ultimi in alcune condizioni risultino
più tossici della sostanza di partenza.
Spesso una insufficienza renale può essere
iatrogena, causata da ipotensione e ridotto
flusso sanguigno renale a causa di una
prolungata anestesia non supportata da
un'adeguata fluidoterapia.
L'insufficienza renale acuta può essere
divisa in tre fasi: l'inizio, il mantenimento
e la guarigione.
Nella prima fase, le misure terapeutiche
volte a ridurre il danno renale possono
prevenire lo svilupparsi della malattia. La
fase di mantenimento è caratterizzata dalla
formazione delle lesioni anatomiche vere e
proprie. Spesso gli interventi terapeutici
in questa fase sono salvavita in quanto
permettono di ridurre la gravità delle
lesioni renali, di migliorarne la funzione e
di permettere la guarigione. Nell'ultima
fase si ha la definitiva riparazione delle
lesioni e la ripresa della funzione.
Fattori di rischio per l'insufficienza
renale acuta sono una malattia renale o
un'insufficienza renale preesistente, la
disidratazione, una ridotta gittata
cardiaca, un problema settico, piometra
(infiammazione grave dell'utero negli
animali non sterilizzati), malattie
epatiche, malattie febbrili gravi, anomalie
degli elettroliti, uso concomitante di
diuretici e farmaci tossici a livello
renale, ridotto apporto proteico con la
dieta e diabete mellito.
I SEGNI CLINICI sono spesso non specifici ed
includono letargia, depressione, vomito,
diarrea e disidratazione. Talvolta possono
essere presenti ulcere buccali ed alito
"uremico". La diagnosi è confermata se si ha
un innalzamento dell'azotemia e creatinina.
L'esame ecografico può ulteriormente
confermare il sospetto.
TERAPIA
Lo scopo della terapia è di eliminare gli
squilibri emodinamici ed elettrolitici per
permettere ai nefroni di ripararsi.
Importante interrompere eventuali farmaci
nefrotossici ed utilizzare fluido terapie
più o meno aggressive a seconda della
gravità associate a farmaci specifici volti
a controllare ad esempio il vomito se
presente, gli squilibri elettrolitici ed a
normalizzare la produzione di urine. Se il
gatto non si nutre da solo, è importante
provvedere al fabbisogno calorico
giornaliero.
INSUFFICIENZA RENALE CRONICA
Le cause di insufficienza renale cronica
sono solitamente difficili da determinare.
L'inevitabile conclusione è comunque un
danno renale irreversibile. L'insufficienza
renale cronica è da considerarsi una singola
entità patologica, sebbene diverse strade
possano condurre al medesimo risultato.
Tra le possibili cause possiamo ricordare
disordini immunologici (lupus eritematoso
sistemico, glomerulo nefriti, vasculiti),
neoplasie, danni ischemici, cause
infiammatorie o infettive, disordini
congeniti od ereditari e possibili
ostruzioni delle basse vie urinarie.
Da un punto di vista renale, i principali
cambiamenti sono dovuti alla perdita dei
nefroni ed a una ridotta capacità di
filtrazione. Quest'ultima porta ad un
aumento, nel plasma, delle concentrazione di
alcune sostanze normalmente escrete dai reni
che definiscono la cosiddetta sindrome
uremica. Per valutare la gravità
dell'insufficienza renale, si misurano
abitualmente le concentrazioni di urea e
creatinina nel sangue. Dal momento che la
concentrazione della creatinina è meno
influenzata da fattori diversi dalla
filtrazione glomerulare, viene considerato
un test di screening migliore. Un altro
parametro biochimico da considerare è la
concentrazione plasmatica del fosforo, che
aumenta in corso di nefropatia cronica
grave. Particolare importanza riveste anche
la proteinuria (perdita di proteine con le
urine) in quanto maggiore è l'entità della
stessa, maggiore è il rischio di
progressione della patologia verso uno
stadio terminale.
Catabolizzando diversi ormoni, i reni
ricoprono anche una funzione endocrina. Ad
esempio, un aumento nel sangue della
concentrazione di ormone paratiroideo e
gastrina contribuisce allo sviluppo dell'iperparatiroidismo
e gastrite.
L'insufficienza renale cronica si sviluppa
in un periodo piuttosto lungo, settimane,
mesi oppure anni.
I SEGNI CLINICI includono perdita di peso,
poliuria, polidipsia, anemia non
rigenerativa ed alterazioni anatomiche
dell'organo. Tramite ultrasonografia si
possono evidenziare delle corticali
iperecoiche, legate a fibrosi, con perdita
della normale trama midollare.
TERAPIA
Sebbene l'insufficienza renale cronica sia
un processo irreversibile, la gravità dei
segni clinici può essere ridotta mediante un
appropriato trattamento che può anche
migliorare tutti gli altri disordini
conseguenti che peggiorano ulteriormente il
quadro clinico.
Importante identificare se possibile e
trattare le cause. Modificare la dieta
dell'animale (in commercio sono presenti
numerosi prodotti per questa patologia) e
trattare eventualmente i sintomi secondari
se presenti (vomito, gastrite, anemia). Se
l'animale non si alimenta da solo, è
opportuno provvedere all'assunzione calorica
giornaliera.
Il gatto è un animale che spesso tende a
nascondere uno stato di disagio che si
manifesta quando la patologia giunge a dei
livelli gravi. Il proprietario dovrebbe
imparare ad osservare il proprio animale per
notare anche piccoli cambiamenti delle
abitudini e del comportamento che possono
essere indicativi di problemi organici più o
meno gravi (e non solo di tipo renale) in
modo da poter intervenire tempestivamente
facendo visitare il proprio pet. |