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Alberi: abbattere o non abbattere?

Alberi: abbattere o non abbattere?

Sembrava una iniziativa solo nostrana, una di quelle che ogni tanto si manifestano quasi per opera dello Spirito Santo. Invece improvvisamente la cosa ha assunto valenza nazionale. In primis a Pescara con la feroce polemica tra il Sindaco e i cittadini; poi Torino con le sue alberate e gli alberi del Valentino e, adesso, anche Ventimiglia con gli aranci amari al posto dei pini.
E’ stato Venerdì 16 settembre il “D-Day” quando su Repubblica, in prima pagina veniva pubblicato l’articolo: “Pescara, il taglio di 121 pini - Io, sindaco diviso tra alberi e sicurezza”.
L’articolo veniva ripreso dalla rassegna stampa “Prima Pagina di Radiotre Rai”, che poi dà voce agli ascoltatori i quali hanno innescato quindi un dibattito che si è riverberato a 360 gradi.
Molti si sono espressi contro un indiscriminato abbattimento, altri hanno chiesto di approfondire sentendo ulteriori esperti, altri ancora hanno sostenuto che se esisteva pericolo era giusto abbatterli. La tesi degli abbattitori è, appunto, quella del pericolo di cadute che provocherebbero probabili danni, anche gravi. Inoltre verrebbero ripiantate altre o identiche essenze che però, sostengono gli antiabbattitori, impiegherebbero decenni a raggiungere l’altezza degli alberi esistenti che caratterizzano il paesaggio di intere aree del Paese. C’è infine chi parla apertamente del business degli abbattimenti e di commercio del legname tagliato. Si sono mossi poi stimatissimi intellettuali, famosi attori, qualcuno vorrebbe tirare la giacchetta anche a Celentano.
Come si vede un confronto che si è rivelato subito estremamente contrapposto, sorprendendo una opinione pubblica per il tempo ed i metodi usati per far partire la campagna degli abbattimenti, quasi come fosse stato impartito un ordine o varata in merito una legge esecutiva.
A Bordighera ci si è arrivati con una precisa e minuziosa indagine, fatta da esperti del settore, come ci ha riferito l’Assessora al verde pubblico Margherita Mariella in una recente intervista. C’è chi si fida e chi no, stando a qualche reazione ricevuta; che sia il caso di approfondire ulteriormente la stima degli alberi sottoposti ad indagine?

Giancarlo Pignatta
21 settembre 2016

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